Infortunio sul lavoro: cosa fare subito e quali documenti conservare

Cosa deve fare il lavoratore dopo un infortunio, come comunicarlo al datore di lavoro e quali documenti raccogliere per tutelarsi.

INFORTUNI SUL LAVORO

OMEGA Redazione

6/8/20265 min read

Lavoratore raccoglie i documenti dopo un infortunio sul lavoro
Lavoratore raccoglie i documenti dopo un infortunio sul lavoro

Un infortunio sul lavoro può verificarsi improvvisamente e lasciare il lavoratore nell’incertezza su cosa fare, chi avvisare e quali documenti conservare. Dopo aver prestato attenzione alle condizioni della persona e richiesto l’assistenza sanitaria necessaria, è importante comunicare tempestivamente l’accaduto e iniziare a raccogliere gli elementi utili alla sua ricostruzione.

Anche un episodio inizialmente considerato lieve non dovrebbe essere sottovalutato. Alcune conseguenze possono manifestarsi o aggravarsi nelle ore e nei giorni successivi, mentre ritardi e informazioni incomplete possono rendere più difficile la gestione dell’infortunio.

METTERE AL PRIMO POSTO LA SALUTE

La prima esigenza è ricevere le cure adeguate. In base alla gravità dell’infortunio, il lavoratore può rivolgersi al personale sanitario presente in azienda, al proprio medico oppure al pronto soccorso.

Al medico devono essere spiegate chiaramente le cause e le circostanze dell’accaduto, specificando che l’evento si è verificato durante l’attività lavorativa o in una situazione collegata al lavoro.

Questa informazione è importante per la corretta compilazione del certificato medico di infortunio. Il documento deve indicare la diagnosi e i giorni di inabilità temporanea riconosciuti.

In presenza di una situazione grave o urgente, gli adempimenti documentali vengono naturalmente dopo la messa in sicurezza e l’assistenza alla persona.

AVVISARE IMMEDIATAMENTE IL DATORE DI LAVORO

Il lavoratore deve informare immediatamente il datore di lavoro dell’infortunio, anche quando la lesione appare di lieve entità. Se le sue condizioni non gli consentono di farlo personalmente, la comunicazione può essere effettuata da un’altra persona.

È preferibile che la segnalazione sia anche documentabile. Oltre alla comunicazione verbale, può quindi essere utile inviare un messaggio, un’e-mail o un’altra comunicazione scritta che indichi:

  • data e ora dell’infortunio;

  • luogo nel quale è avvenuto;

  • attività che si stava svolgendo;

  • prima descrizione della dinamica;

  • persone presenti;

  • parte del corpo interessata;

  • struttura sanitaria alla quale ci si è rivolti.

La descrizione iniziale dovrebbe essere precisa ma prudente. Non è necessario attribuire immediatamente responsabilità o formulare valutazioni tecniche: è più importante riportare fedelmente ciò che è accaduto.

IL CERTIFICATO MEDICO DI INFORTUNIO

Il medico o la struttura sanitaria che presta la prima assistenza trasmette telematicamente il certificato di infortunio all’INAIL.

Il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro:

  • il numero identificativo del certificato;

  • la data di rilascio;

  • i giorni di prognosi indicati.

Se il numero identificativo non è disponibile, deve fornire il certificato medico in forma cartacea. È comunque opportuno conservare una copia personale di ogni certificazione.

Se alla scadenza della prognosi le condizioni non consentono la ripresa dell’attività, sarà necessario rivolgersi al medico o alla struttura competente per l’eventuale certificato continuativo. Anche i riferimenti dei certificati successivi devono essere comunicati al datore di lavoro.

CHI PRESENTA LA DENUNCIA ALL’INAIL

La denuncia o comunicazione dell’infortunio all’INAIL è normalmente un adempimento del datore di lavoro. Il termine decorre dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico, non semplicemente dal giorno nel quale si è verificato l’evento.

Per gli infortuni con prognosi superiore a tre giorni, escluso quello dell’evento, il datore di lavoro deve inoltrare la denuncia entro due giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato. Per gli eventi mortali o con pericolo di morte è prevista una segnalazione entro ventiquattro ore.

Il lavoratore non deve quindi sostituirsi automaticamente al datore di lavoro, ma dovrebbe verificare che i dati del certificato siano stati correttamente comunicati.

In caso di inerzia del datore di lavoro, il lavoratore può denunciare direttamente l’infortunio alla sede INAIL competente, presentando la copia del certificato medico e la documentazione disponibile.

RICOSTRUIRE LA DINAMICA DELL’INFORTUNIO

Dopo le cure e la comunicazione dell’accaduto è importante ricostruire con precisione le circostanze dell’infortunio.

La ricostruzione dovrebbe indicare:

  • quale attività si stava svolgendo;

  • dove si trovava il lavoratore;

  • quale macchinario, attrezzatura o materiale era utilizzato;

  • quali istruzioni erano state ricevute;

  • se erano presenti altre persone;

  • quali dispositivi di protezione erano disponibili e utilizzati;

  • cosa è accaduto immediatamente prima dell’evento;

  • quali conseguenze si sono manifestate.

È utile preparare una breve cronologia quando il ricordo è ancora preciso. Il documento personale non sostituisce le altre prove, ma può aiutare a mantenere coerente la ricostruzione nel tempo

FOTOGRAFARE IL LUOGO E LE ATTREZZATURE

Quando è possibile farlo senza esporsi a nuovi pericoli e nel rispetto delle regole del luogo di lavoro, le fotografie possono aiutare a documentare la situazione esistente al momento dell’infortunio.

Possono essere utili immagini relative a:

  • luogo dell’accaduto;

  • pavimento, scale o passaggi;

  • macchinari e attrezzature;

  • materiali utilizzati;

  • dispositivi di protezione;

  • illuminazione;

  • segnaletica;

  • eventuali ostacoli;

  • condizioni di manutenzione;

  • danni riportati dagli oggetti coinvolti.

Le fotografie dovrebbero mostrare sia il contesto generale sia i particolari rilevanti. È consigliabile conservare i file originali senza applicare modifiche o filtri.

Se il lavoratore non può fotografare direttamente il luogo, può annotare la presenza di colleghi o persone che abbiano visto le condizioni esistenti subito dopo l’evento.

RACCOGLIERE I DATI DEI TESTIMONI

I colleghi o le altre persone presenti possono avere osservato direttamente l’infortunio oppure le condizioni del luogo.

È utile raccogliere:

  • nome e cognome;

  • recapito;

  • ruolo o mansione;

  • posizione al momento dell’evento;

  • indicazione generale di ciò che hanno visto.

Un testimone dovrebbe riferire esclusivamente quanto percepito direttamente. Non dovrebbe essere invitato a confermare una versione predisposta né a esprimere valutazioni su responsabilità che non è in grado di conoscere.

Anche chi è arrivato immediatamente dopo l’infortunio può fornire informazioni utili sulle condizioni del lavoratore, del luogo o delle attrezzature.

QUALI DOCUMENTI CONSERVARE

La documentazione può variare in base alla tipologia e alla gravità dell’infortunio. In generale è opportuno conservare:

  • certificato medico iniziale;

  • eventuali certificati continuativi e definitivi;

  • referti del pronto soccorso;

  • esami diagnostici;

  • prescrizioni mediche;

  • documentazione relativa alle cure;

  • ricevute delle spese sostenute;

  • comunicazioni inviate al datore di lavoro;

  • eventuale copia della denuncia di infortunio;

  • comunicazioni provenienti dall’INAIL;

  • fotografie e video;

  • dati dei testimoni;

  • buste paga e documenti lavorativi;

  • turni, ordini di servizio o indicazioni ricevute;

  • documentazione sulla formazione e sui dispositivi di protezione;

  • eventuali verbali delle autorità o degli organi intervenuti.

È preferibile non consegnare l’unica copia disponibile di un documento. Prima dell’invio è opportuno effettuare una scansione o una fotografia leggibile e conservarla in un archivio personale.

CONSERVARE ANCHE LE SPESE

Farmaci, visite, terapie, spostamenti e altri costi collegati all’infortunio devono essere documentati attraverso fatture, ricevute o scontrini.

Per ogni spesa è utile conservare:

  • documento di pagamento;

  • prescrizione, quando presente;

  • data;

  • descrizione della prestazione o del prodotto;

  • ragione del collegamento con l’infortunio.

Il semplice ricordo di una spesa sostenuta può non essere sufficiente a dimostrarne l’esistenza e l’importo. Per questo è importante iniziare la raccolta fin dai primi giorni.

SE LE CONDIZIONI PEGGIORANO

Se dopo il primo certificato compaiono nuovi sintomi o le condizioni peggiorano, il lavoratore dovrebbe rivolgersi tempestivamente a un medico, spiegando l’evoluzione della situazione.

Non è consigliabile attendere la fine del periodo di prognosi senza segnalare un peggioramento. La continuità della documentazione sanitaria aiuta a ricostruire il rapporto temporale tra l’infortunio e le conseguenze manifestate.

Ogni ulteriore certificato deve essere conservato e comunicato secondo le modalità previste.

INDENNIZZO INAIL E ULTERIORI DANNI

L’intervento dell’INAIL e l’eventuale responsabilità di altri soggetti sono aspetti distinti che richiedono valutazioni differenti.

Il riconoscimento dell’infortunio da parte dell’INAIL non comporta automaticamente l’accertamento della responsabilità del datore di lavoro. Allo stesso modo, la presenza della copertura INAIL non significa necessariamente che ogni conseguenza subita dal lavoratore sia già stata integralmente considerata.

Per comprendere se possano esistere ulteriori profili di responsabilità è necessario esaminare dinamica, misure di sicurezza, comportamento dei soggetti coinvolti, documentazione sanitaria e danni effettivamente riportati.

Questo tema verrà approfondito in un articolo specifico dedicato alla differenza tra indennizzo INAIL e risarcimento del danno.

GLI ERRORI DA EVITARE

Dopo un infortunio è opportuno evitare di:

  • non avvisare il datore di lavoro;

  • descrivere l’evento come estraneo al lavoro se è avvenuto durante l’attività;

  • perdere il numero del certificato medico;

  • sottoscrivere ricostruzioni che non corrispondono ai fatti;

  • modificare fotografie o documenti;

  • pubblicare informazioni e immagini sui social;

  • eliminare messaggi e comunicazioni;

  • trascurare sintomi comparsi successivamente;

  • non raccogliere i dati dei testimoni;

  • consegnare documenti originali senza conservarne copia;

  • affidarsi esclusivamente a comunicazioni verbali.

Una documentazione incompleta non determina necessariamente la perdita di ogni tutela, ma può rendere più complessa la ricostruzione dell’accaduto.

UNA VALUTAZIONE COMPLETA DEL CASO

Ogni infortunio sul lavoro deve essere esaminato considerando insieme dinamica, documentazione sanitaria, comunicazioni, condizioni di sicurezza e conseguenze sulla persona.

OMEGA prende in carico la pratica, analizza il materiale disponibile, individua le competenze necessarie e coordina il percorso di gestione. Il lavoratore non viene semplicemente indirizzato verso un professionista, ma seguito attraverso una struttura organizzata che mantiene una visione complessiva del caso.

Raccogliere subito i documenti corretti consente di evitare la perdita di informazioni importanti e di comprendere con maggiore precisione quali tutele possano essere concretamente applicabili.